Dopo la sua istituzione alla fine del 1978, PTT intraprese immediatamente il compito monumentale di operativizzare il suo mandato nazionale. Questo mandato nacque da una pressante crisi energetica nazionale, alimentata principalmente dagli shock petroliferi globali del 1973 e del 1979, che colpirono gravemente l'economia della Thailandia a causa della sua forte dipendenza dal petrolio importato per la generazione di elettricità e i processi industriali. Il governo nazionale riconobbe l'urgente necessità di sviluppare risorse energetiche indigene per migliorare la sicurezza energetica e ridurre la vulnerabilità economica. I primi anni di PTT furono dominati dal difficile e tecnicamente complesso processo di costruzione delle infrastrutture fondamentali necessarie per portare il gas naturale dai campi offshore emergenti nel Golfo di Thailandia ai centri industriali e di generazione di energia a terra. Le operazioni iniziali furono focalizzate unicamente sulla catena del valore del gas naturale, riconoscendo il suo potenziale immediato di alleviare la dipendenza della nazione dal costoso petrolio importato. Ciò comportò una collaborazione intensiva con importanti aziende di ingegneria internazionali e fornitori di tecnologia provenienti da paesi con settori energetici offshore consolidati, come gli Stati Uniti e la Norvegia, poiché l'expertise domestica in infrastrutture energetiche offshore su larga scala era ancora in fase di sviluppo, necessitando di un significativo trasferimento di tecnologia e costruzione di capacità all'interno della Thailandia.
L'impresa più significativa durante questo periodo fondativo fu la costruzione del primo grande gasdotto offshore della Thailandia, ufficialmente conosciuto come Gas Pipeline 1 o B-P Pipeline. Questo ambizioso progetto, che si estende per circa 420 chilometri dal giacimento di gas Erawan nel Golfo di Thailandia a Map Ta Phut nella provincia di Rayong sulla costa orientale, fu un abilitante critico per l'intera industria del gas naturale. Il gasdotto, con un diametro di 34 pollici nella sua sezione offshore principale, fu progettato per trasmettere volumi sostanziali di gas naturale, stimati in diverse centinaia di milioni di piedi cubi standard al giorno (MMSCFD), segnando una nuova era per la sicurezza energetica della Thailandia. La costruzione affrontò notevoli sfide tecniche, tra cui la posa di tubi in un ambiente marino dinamico e la gestione di complesse connessioni sottomarine. Contemporaneamente, PTT avviò lo sviluppo di impianti di separazione del gas a Rayong, strategicamente situati per sfruttare l'infrastruttura industriale esistente e il potenziale di crescita futuro del Programma di Sviluppo della Costa Orientale. Queste strutture furono progettate per trasformare il gas naturale grezzo in prodotti commercialmente viabili come gas di vendita per la generazione di energia e gas di petrolio liquefatto (GPL) per uso industriale e domestico. Il primo impianto di separazione del gas di Rayong, commissionato poco dopo il gasdotto, fu progettato per gestire diverse centinaia di milioni di piedi cubi standard al giorno (MMSCFD) di gas grezzo, producendo gas magro, GPL e, in seguito, etano e propano come potenziali materie prime per la petrochimica. Questi progetti rappresentarono un investimento sostanziale, stimato in centinaia di milioni di dollari USA, nel futuro energetico della nazione e furono centrali agli obiettivi strategici iniziali di PTT.
Il primo e più critico prodotto di PTT fu il gas naturale magro stesso, fornito direttamente all'Autorità Elettrica della Thailandia (EGAT). Prima delle operazioni di PTT, le centrali elettriche di EGAT erano quasi esclusivamente dipendenti dal petrolio combustibile importato, sottoponendo la nazione a prezzi petroliferi globali volatili e significativi deflussi di valuta estera. Le centrali elettriche di EGAT, in particolare quelle di Bang Pakong e Sud Bangkok, erano i clienti principali di PTT, essendo state riconfigurate per accettare gas naturale. La consegna riuscita di gas a queste strutture, che iniziò alla fine del 1981, segnò un momento cruciale nella transizione energetica della Thailandia, consentendo a EGAT di ridurre la sua dipendenza dal petrolio combustibile e diversificare le sue fonti energetiche. Le consegne iniziali di gas naturale aumentarono gradualmente, sostituendo volumi sostanziali di consumo di petrolio combustibile e contribuendo a una maggiore stabilità della rete. Successivamente, con l'operativizzazione degli impianti di separazione del gas dal 1985, PTT iniziò a produrre e distribuire GPL. Questo ampliò il suo portafoglio di prodotti, affrontando un segmento più ampio del mercato energetico, inclusi il combustibile per la cottura domestica, il calore industriale e un settore automobilistico emergente, creando nuove fonti di reddito e promuovendo la diversificazione energetica nazionale.
I sostanziali requisiti di capitale per questi progetti infrastrutturali su larga scala richiesero una strategia di finanziamento multifacetica. Il governo thailandese, riconoscendo PTT come un bene strategico nazionale vitale per la sicurezza energetica e la stabilità economica, fornì significative allocazioni di bilancio iniziali e garanzie sovrane per i suoi investimenti. Oltre al supporto diretto del governo, PTT ottenne prestiti internazionali cruciali da banche di sviluppo multilaterali come la Banca Mondiale e la Banca Asiatica di Sviluppo. Ad esempio, la Banca Mondiale fornì un sostanzioso pacchetto di prestiti per un totale di oltre 100 milioni di dollari all'inizio degli anni '80 specificamente per il progetto di sviluppo del gas. Questi prestiti furono strumentali nel finanziare le costruzioni di gasdotti e impianti di lavorazione ad alta intensità di capitale, sottolineando il riconoscimento da parte della comunità internazionale del potenziale energetico della Thailandia e del ruolo fondamentale di PTT nel realizzarlo. Le sfide finanziarie durante questo periodo includevano la gestione dei costi di progetto in un contesto di inflazione domestica e internazionale, la mitigazione dei rischi tecnici intrinseci all'ingegneria offshore su larga scala e alla lavorazione del gas, e l'assicurazione di un completamento tempestivo per soddisfare le aggressive previsioni di domanda energetica nazionale e evitare ulteriori pressioni economiche derivanti dall'aumento dei costi di importazione del petrolio.
Costruire il team organizzativo fu un altro aspetto chiave della fase fondativa di PTT. L'azienda reclutò rapidamente una forza lavoro diversificata, passando da alcune centinaia di dipendenti alla sua nascita nel 1978 a oltre mille a metà degli anni '80. Questa forza lavoro comprendeva ingegneri esperti, meticolosi project manager, specialisti tecnici e personale amministrativo. Molti furono formati a livello nazionale e internazionale, con un significativo accento posto su programmi strutturati di trasferimento di conoscenze dai suoi partner internazionali per coltivare l'expertise locale nelle tecnologie energetiche avanzate. Questo favorì una cultura focalizzata sull'eccellenza tecnica, sulla sicurezza operativa e sul servizio nazionale. La cultura aziendale iniziale fu profondamente influenzata dal suo status di impresa pubblica, che enfatizzava la pianificazione strategica a lungo termine, lo sviluppo delle infrastrutture rispetto ai profitti a breve termine e un impegno costante per garantire il futuro energetico della Thailandia. Questo team fondativo fu strumentale nel superare le sfide tecniche e logistiche di costruire un'infrastruttura energetica moderna da un punto di partenza relativamente embrionale, stabilendo efficacemente una nuova capacità industriale per la nazione.
Il raggiungimento di diversi importanti traguardi convalidò la strategia iniziale e le capacità operative di PTT. Il completamento del primo gasdotto offshore nel settembre 1981 fu un evento fondamentale, consentendo il flusso di gas naturale domestico verso il continente thailandese per la prima volta. Questo fu rapidamente seguito dalla commissione riuscita del primo impianto di separazione del gas a Rayong nel 1985. Questi sviluppi permisero a PTT di avviare la fornitura commerciale di gas naturale alle centrali elettriche, contribuendo significativamente alla capacità di generazione elettrica della Thailandia. Nel 1985, il gas naturale fornito da PTT rappresentava circa il 25% della generazione totale di elettricità della nazione, un cambiamento sostanziale che ridusse direttamente la bolletta per le importazioni di petrolio della Thailandia di centinaia di milioni di dollari all'anno, fornendo un significativo sollievo economico. Questi risultati dimostrarono la capacità di PTT di eseguire progetti complessi da miliardi di baht nei tempi previsti e di adempiere al suo mandato nazionale critico, stabilendo la sua credibilità come principale fornitore di energia del paese.
Nel nascente mercato energetico thailandese, PTT operò inizialmente come un quasi-monopolio per il gas naturale domestico, date le sue esclusive diritti di sviluppare e gestire la rete nazionale di gasdotti e le strutture di lavorazione. Il panorama competitivo fu quindi limitato per quanto riguarda la fornitura di gas su larga scala, con PTT che fungeva da unico aggregatore e distributore di gas naturale indigena. Tuttavia, nel mercato energetico più ampio, PTT competeva con importatori e distributori di prodotti petroliferi consolidati per la quota di mercato, in particolare per il GPL, che aveva catene di approvvigionamento alternative e una rete di distribuzione più diversificata. Il contesto globale degli anni '70 e '80, caratterizzato da insicurezza energetica e volatilità dei prezzi, fornì un forte impulso alla Thailandia per sviluppare le sue risorse energetiche indigene. PTT fu in prima linea in questo imperativo strategico nazionale, sfruttando tecnologie avanzate di perforazione offshore e gasdotti attraverso collaborazioni internazionali per sfruttare riserve domestiche precedentemente non sfruttate. Questo salto tecnologico, combinato con la pianificazione strategica, permise a PTT di stabilire un'infrastruttura robusta che diversificò il mix energetico della Thailandia, migliorò la sua stabilità economica e pose le basi essenziali per la crescita e la diversificazione future nel settore energetico.
Portando con successo il gas naturale domestico sul mercato, PTT raggiunse il suo iniziale adattamento prodotto-mercato. Aveva identificato un bisogno energetico nazionale critico, sviluppato l'infrastruttura complessa per soddisfare tale bisogno e assicurato la base clienti principale in EGAT. Questo periodo pose le basi essenziali per l'espansione di PTT, dimostrando la sua capacità non solo di gestire e trasmettere gas naturale, ma anche di costruire e gestire strutture industriali complesse, stabilendo così la sua credibilità come attore vitale nel settore energetico della Thailandia. Con questo successo fondativo, PTT era ora posizionata per una diversificazione strategica e una crescita oltre il suo mandato iniziale, aprendo la strada alla sua evoluzione in un conglomerato energetico completamente integrato.
