Il periodo di svolta di rapida espansione negli anni '70, caratterizzato da una diversificazione ambiziosa ma spesso finanziariamente insostenibile in settori non core come la produzione di acciaio, gli hotel e le compagnie aeree, culminò nella grave Crisi di Pertamina del 1975. Questa crisi, innescata dall'incapacità dell'azienda di gestire un debito stimato di 10,5 miliardi di dollari (una somma colossale per l'economia indonesiana dell'epoca), aggravata da un eccessivo indebitamento e pratiche finanziarie opache sotto la direzione dell'allora direttore Ibnu Sutowo, avviò una trasformazione fondamentale per l'azienda. Le immense difficoltà finanziarie richiesero un intervento significativo del governo, inclusa una ristrutturazione del debito da parte del governo indonesiano e un controllo diretto da parte del Ministero delle Finanze. Questo periodo portò a una drastica riduzione delle attività non core di Pertamina, con molti asset dismessi o trasferiti, e a un rinnovato e singolare focus sul suo mandato principale: l'esplorazione, produzione, raffinazione e distribuzione di petrolio e gas. Questo importante cambiamento segnò una svolta strategica da un conglomerato vasto e quasi indipendente, spesso definito uno "stato dentro uno stato", a un'impresa statale più snella e orientata al mercato, con una maggiore responsabilità. Il governo impose controlli fiscali più severi, inclusi approvazioni obbligatorie per investimenti e prestiti significativi, e introdusse misure di governance aziendale più rigorose, alterando fondamentalmente l'autonomia operativa e le pratiche di gestione finanziaria di Pertamina per prevenire il ripetersi di una crisi simile.
Durante la fine degli anni '70 e gli anni '80, Pertamina navigò in un ambiente globale complesso caratterizzato da significative fluttuazioni nei prezzi del petrolio. Il secondo shock petrolifero del 1979 inizialmente fornì un impulso alle entrate governative e, di conseguenza, alla capacità operativa di Pertamina, ma il successivo crollo dei prezzi del petrolio a metà degli anni '80 presentò notevoli sfide per la redditività e gli investimenti. Durante quest'era, le politiche energetiche internazionali in evoluzione, unite alla persistente sfida di soddisfare la crescente domanda energetica interna dell'Indonesia (guidata dalla crescita della popolazione, industrializzazione e urbanizzazione), determinarono gran parte della direzione strategica di Pertamina. La concorrenza, pur essendo ancora gestita attraverso il monopolio nazionale di Pertamina, dove agiva come unico operatore per tutte le attività upstream e come attore dominante downstream, divenne più sfumata. L'azienda continuò a collaborare ampiamente con appaltatori stranieri attraverso Contratti di Condivisione della Produzione (PSC), che si evolsero per riflettere le mutevoli condizioni di mercato e i progressi tecnologici. Questi contratti, inizialmente molto favorevoli a Pertamina (spesso con una divisione 85/15 a favore del governo), venivano periodicamente adeguati per attrarre investimenti stranieri continuativi, in particolare per aree di esplorazione e produzione più difficili. Anche i quadri normativi subirono revisioni, aprendo gradualmente la strada a una futura liberalizzazione del mercato nel settore energetico, sebbene questo processo sarebbe stato incrementale e avrebbe affrontato notevoli resistenze politiche.
Internamente, l'azienda intraprese un lungo processo di adattamento e razionalizzazione. Questo comportò la dismissione sistematica di asset non correlati alle sue operazioni core di petrolio e gas, come la flotta di navigazione, le catene alberghiere, l'impresa aerea (Pelita Air Service divenne eventualmente un'entità distinta) e vari progetti di produzione, spesso per direttiva del governo. L'obiettivo era molteplice: migliorare l'efficienza, ridurre il significativo onere del debito ereditato dalla crisi e allocare il capitale in modo più efficace a progetti energetici strategici. La scalabilità organizzativa durante questo periodo si concentrò principalmente sull'ottimizzazione delle operazioni esistenti piuttosto che su una diversificazione aggressiva. Gli sforzi furono esplicitamente diretti a migliorare le capacità tecniche nell'esplorazione e produzione attraverso l'adozione di nuove tecnologie come l'imaging sismico avanzato e le tecniche di recupero avanzato di petrolio (EOR) per i giacimenti maturi, migliorando gli standard di sicurezza operativa e promuovendo una cultura di gestione più professionale e trasparente. L'azienda affrontò anche la significativa e continua sfida di aggiornare la sua infrastruttura di raffinazione e distribuzione obsoleta, che aveva sofferto di sotto-investimenti, e adottare nuove tecnologie di lavorazione per mantenere livelli di produzione competitivi e soddisfare le specifiche dei prodotti in evoluzione.
Una delle sfide esterne più significative emerse alla fine degli anni '90 con la Crisi Finanziaria Asiatica, che colpì gravemente l'economia indonesiana, portando a una drammatica svalutazione della rupia, fuga di capitali e ampie bancarotte aziendali. Questa crisi, unita a un crescente movimento internazionale verso la liberalizzazione del mercato e il smantellamento dei monopoli statali sostenuto da istituzioni come il FMI, intensificò la pressione sulle imprese statali come Pertamina per diventare più trasparenti, efficienti e responsabili. L'agenda di riforma post-crisi in Indonesia, in particolare sotto il nuovo governo democratico, mirava a ristrutturare settori chiave, incluso quello energetico, per promuovere la concorrenza, ridurre la corruzione e alleviare il peso dei costosi sussidi sui combustibili. Questo contesto portò alla redazione e alla successiva promulgazione della Legge n. 22 del 2001 sul Petrolio e Gas. Questa legislazione storica cercò di riformare fondamentalmente il settore separando le funzioni di regolamentazione dai ruoli operativi, ponendo così fine al lungo ruolo duale di Pertamina come regolatore e operatore, e introducendo un ambiente più competitivo per le attività sia upstream che downstream.
La Legge sul Petrolio e Gas del 2001 impose una significativa trasformazione strutturale per Pertamina, richiedendo di passare da una società pubblica (PN – Perusahaan Negara) con diritti monopolistici a una società a responsabilità limitata (Persero – Perusahaan Perseroan) che operava esclusivamente su principi commerciali. Questo cambiamento, finalizzato nel 2003 con la creazione di PT Pertamina (Persero), alterò fondamentalmente la sua struttura legale e operativa. Come Persero, Pertamina era tenuta a competere più direttamente con altre aziende energetiche nazionali e internazionali per blocchi di esplorazione e quote di mercato, ottimizzare la redditività e aumentare il valore per gli azionisti (con il governo indonesiano che rimaneva l'unico azionista). Contestualmente, era ancora obbligata a soddisfare importanti obblighi di servizio pubblico, come garantire la sicurezza energetica nazionale, fornire combustibili sovvenzionati e rispettare l'Obbligo di Mercato Domestico (DMO) per il petrolio greggio, il che spesso presentava una tensione con il suo nuovo mandato commerciale. La legge portò anche alla creazione di nuovi organismi di regolamentazione, in particolare BP Migas (poi SKK Migas) per le attività upstream e BPH Migas per quelle downstream, che assunsero funzioni precedentemente detenute da Pertamina.
Questo periodo di transizione portò anche alla nascita di nuove questioni interne e controversie, inclusi persistenti sospetti di corruzione, comportamenti di ricerca di rendita e inefficienze sistemiche, che venivano spesso amplificati durante i periodi di riforma politica intensificata e maggiore scrutinio pubblico. Queste accuse riguardavano frequentemente le pratiche di approvvigionamento, l'assegnazione di contratti e la gestione della distribuzione e dei sussidi sui combustibili. Affrontare queste preoccupazioni richiese sforzi concertati e sostenuti per migliorare la trasparenza in tutte le operazioni, implementare misure anti-corruzione robuste (inclusa l'adesione alle direttive dell'agenzia nazionale anti-corruzione KPK) e rafforzare i quadri di governance aziendale. Le sfide non erano meramente operative, ma sistemiche, richiedendo un cambiamento fondamentale nella cultura organizzativa e nelle pratiche di responsabilità per allinearsi con il suo nuovo status commerciale e le aspettative pubbliche.
In risposta a queste nuove realtà e dinamiche di mercato, Pertamina avviò un programma di trasformazione pluriennale focalizzato sulla modernizzazione, miglioramenti dell'efficienza e espansione strategica in nuove frontiere energetiche. Questo incluse investimenti sostanziali nell'aggiornamento delle sue capacità di raffinazione obsolete, mirando ad aumentare la capacità e produrre combustibili di qualità superiore (ad es., standard Euro 4/5) attraverso progetti come il Piano Master di Sviluppo delle Raffinerie (RDMP) in impianti come Balikpapan e Cilacap. Contestualmente, Pertamina intensificò i suoi sforzi di esplorazione e produzione, sia a livello nazionale che internazionale, per contrastare il calo della produzione dai giacimenti maturi e raggiungere l'autosufficienza energetica per l'Indonesia. Ciò comportò l'adozione di tecnologie avanzate per l'esplorazione in acque profonde e il recupero avanzato di petrolio, oltre a perseguire attivamente nuovi blocchi e acquisizioni in regioni come l'Africa e il Medio Oriente. L'azienda diversificò anche strategicamente il suo portafoglio energetico, riconoscendo il cambiamento globale a lungo termine verso energie più pulite. Questo incluse l'espansione delle sue operazioni di energia geotermica, un'area in cui l'Indonesia possiede risorse naturali significative e Pertamina è un attore chiave con importanti centrali elettriche come Kamojang e Darajat, e investimenti in infrastrutture di Gas Naturale Liquefatto (GNL), inclusi terminal di rigassificazione, per capitalizzare sulla crescente domanda di gas naturale come combustibile di transizione più pulito. Il processo di trasformazione in corso continua a plasmare Pertamina, costringendola a evolversi in un'azienda energetica più agile, competitiva e sostenibile, vitale per la sicurezza energetica futura dell'Indonesia e lo sviluppo economico.
