Gli anni '80 e oltre presentarono a Hewlett-Packard un ambiente dinamico e spesso impegnativo, che richiese una continua trasformazione per rimanere competitiva in un panorama tecnologico in rapida evoluzione. L'azienda affrontò una concorrenza intensa, cambiamenti nelle richieste di mercato e pressioni interne che richiesero pivot strategici, acquisizioni significative e ristrutturazioni organizzative periodiche. Dopo essersi affermata come leader nel settore delle calcolatrici e dei minicomputer, HP riconobbe l'imperativo di adattarsi al crescente mercato dei personal computer e all'emergente predominanza del computing distribuito, che minacciava il suo tradizionale modello di computing centralizzato esemplificato dalla serie HP 3000.
Uno dei cambiamenti strategici più significativi avvenne con l'ingresso dell'azienda nel mercato della stampa all'inizio degli anni '80. Questa mossa fu una risposta diretta alle opportunità presentate dall'automazione degli uffici. L'introduzione della stampante HP LaserJet nel 1984, che sfruttava la tecnologia del motore laser OEM di Canon, si rivelò un momento cruciale. Stabilì rapidamente un nuovo standard per la stampa desktop silenziosa, di alta qualità e veloce, rivoluzionando gli ambienti di lavoro precedentemente dipendenti da stampanti rumorose a matrice di punti o costose stampanti a ruota di margherita. Prezzo inizialmente fissato a $3,495, guadagnò rapidamente quote di mercato grazie alla sua affidabilità e qualità di stampa. Questo successo fu seguito dalla linea DeskJet nel 1988, che portò la stampa a getto d'inchiostro a colori di alta qualità e a prezzi accessibili a un pubblico più ampio, inclusi consumatori individuali e piccole imprese, a un prezzo accessibile di meno di $1,000. Questi prodotti capitalizzarono sulla crescente domanda di soluzioni di stampa di alta qualità e a prezzi accessibili. Questa diversificazione nel settore delle stampanti non solo fornì un enorme nuovo flusso di entrate, trasformando il profilo finanziario di HP, ma stabilì anche HP come un nome noto al di là della sua tradizionale clientela ingegneristica e aziendale. All'inizio degli anni '90, la stampa divenne la divisione più redditizia di HP, generando costantemente un significativo flusso di cassa che finanziava altre iniziative.
Contemporaneamente, HP navigò nel complesso panorama del personal computing. Mentre l'azienda sviluppava le proprie linee di personal computer, come l'HP-150 con touchscreen nel 1983 e successivamente la serie Vectra, inizialmente faticò a guadagnare quote di mercato significative contro potenti concorrenti come IBM, Apple e l'emergente ondata di clone di PC, in particolare Compaq. Questa sfida portò a una serie di aggiustamenti strategici, inclusa la focalizzazione su workstation e server specializzati. HP investì pesantemente nella sua tecnologia proprietaria PA-RISC (Precision Architecture-Reduced Instruction Set Computer) negli anni '80, che alimentava le sue workstation e server della serie HP 9000 che eseguivano HP-UX, un sistema operativo basato su Unix. Questo focus strategico permise a HP di mantenere una forte presenza nel computing ad alte prestazioni, nei server aziendali e nelle workstation tecniche, dove i margini erano più elevati rispetto al mercato dei PC sempre più commoditizzati.
La fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 furono particolarmente turbolenti, segnati dal boom e dalla successiva esplosione della bolla dot-com, che impattò significativamente la spesa tecnologica. La crescente commoditizzazione del mercato dei PC esercitò anche una pressione immensa sui margini. Per affrontare queste sfide e ampliare le sue capacità aziendali, HP, sotto la guida dell'amministratore delegato Carly Fiorina, intraprese una significativa strategia di acquisizione. La più notevole di queste fu l'acquisizione controversa di Compaq nel 2002. Questa fusione, valutata circa $25 miliardi, fu ampiamente dibattuta internamente tra azionisti e analisti del settore. I sostenitori, tra cui Fiorina, sostenevano che avrebbe creato un colosso dei PC in grado di competere più efficacemente con Dell e rafforzare le offerte aziendali di HP (server, storage e servizi) contro rivali come IBM e Sun Microsystems. I critici espressero preoccupazioni riguardo all'integrazione culturale tra i due colossi aziendali, la potenziale erosione delle quote di mercato e la pura scala della sfida di integrazione. L'acquisizione consolidò la posizione di HP come il più grande fornitore di PC al mondo per un certo periodo e ampliò significativamente le sue attività nei server e nello storage, in particolare nel mercato dei server x86, ma introdusse anche complesse sfide di integrazione, enormi licenziamenti (si stima che siano stati eliminati 15.000 posti di lavoro) e significativi cambiamenti nella leadership, portando infine alle dimissioni di Fiorina nel 2005.
A metà degli anni 2000 e all'inizio degli anni 2010 si videro ulteriori tentativi di trasformazione e un significativo ricambio di leadership. Mark Hurd, che assunse il ruolo di CEO nel 2005, implementò una strategia focalizzata sull'efficienza operativa, tagli aggressivi dei costi e sull'espansione della presenza dei servizi aziendali di HP. Sotto la sua guida, HP acquisì Electronic Data Systems (EDS) nel 2008 per $13.9 miliardi, una mossa progettata per rafforzare significativamente la sua divisione servizi IT per competere direttamente con IBM Global Services. Questa acquisizione trasformò HP in un leader globale nei servizi IT, aggiungendo oltre 100.000 dipendenti alla sua forza lavoro e aumentando il suo fatturato complessivo a oltre $100 miliardi. Il mandato di Hurd vide il prezzo delle azioni di HP aumentare e i suoi profitti migliorare, ma terminò bruscamente in mezzo a uno scandalo nel 2010.
Il successore di Hurd, Léo Apotheker, un ex CEO di SAP, avviò un rapido pivot strategico. Apotheker mirava a indirizzare HP in modo più deciso verso software e soluzioni aziendali, riconoscendo il cambiamento del panorama verso il cloud computing e il mobile. Durante il suo breve mandato (2010-2011), HP acquisì Palm Inc. nel 2010 per $1.2 miliardi, principalmente per il suo sistema operativo mobile webOS, solo per annunciare nel 2011 che avrebbe interrotto i dispositivi webOS e potenzialmente scorporato la sua divisione PC. La sua mossa più significativa, e infine la più problematica, fu l'acquisizione di Autonomy Corporation, una società britannica di software aziendale, nel 2011 per $11.1 miliardi. Questa acquisizione era destinata a fornire a HP una solida base software per l'analisi dei big data e la governance delle informazioni, considerata cruciale per competere nel mercato in evoluzione del software aziendale. Tuttavia, l'affare divenne fonte di notevoli controversie, portando a una massiccia svalutazione di oltre $8 miliardi nel 2012 a causa di presunti irregolarità contabili e rappresentazioni errate da parte della precedente gestione di Autonomy, evidenziando ulteriormente le difficoltà nella gestione di fusioni e acquisizioni su larga scala e nell'adattarsi a nuove realtà di mercato incentrate sul software. Apotheker stesso fu sostituito da Meg Whitman poco più di un anno dopo il suo insediamento.
Riconoscendo la crescente divergenza tra i suoi sistemi personali orientati al consumatore e le sue attività di stampa e le sue divisioni hardware, software e servizi aziendali, HP annunciò una decisione strategica storica nel 2014 sotto la guida dell'amministratore delegato Meg Whitman. L'azienda determinò che due entità distinte e focalizzate sarebbero state meglio posizionate per competere e innovare nei rispettivi mercati. Il Gruppo Personal Systems e Printing, caratterizzato da un alto volume, margini relativamente più bassi e un ciclo di vendita orientato al consumatore, operava in modo molto diverso dal Gruppo Enterprise, che si concentrava su soluzioni a margine più elevato, cicli di vendita lunghi e contratti di servizio complessi per grandi organizzazioni. Questa biforcazione strategica mirava a fornire a ciascun business una maggiore agilità, una allocazione di capitale più mirata e profili di investimento più chiari per gli azionisti.
Questa culminazione portò alla separazione formale della Hewlett-Packard Company in due società quotate in borsa nel novembre 2015: HP Inc., focalizzata sui sistemi personali (PC, laptop, workstation) e sulla stampa (stampanti, forniture), e Hewlett Packard Enterprise (HPE), dedicata a prodotti, soluzioni e servizi aziendali, inclusi server, storage, networking, software e servizi IT.
Questa separazione rappresentò la trasformazione più profonda nella storia dell'azienda dalla sua fondazione nel 1939. Fu un riconoscimento dei distinti modelli operativi, delle basi clienti, dei panorami competitivi e delle traiettorie di crescita dei suoi vari segmenti. La decisione mirava a sbloccare valore per gli azionisti e a fornire maggiore agilità a ciascuna entità per perseguire le proprie specifiche strategie di crescita in un mercato tecnologico sempre più specializzato, segnando un nuovo capitolo nell'evoluzione aziendale complessa di un gigante tecnologico nato in un garage di Palo Alto.
