Con Supermarkets Italiani S.p.A. ufficialmente costituita, l'azienda si mosse rapidamente per attuare la sua ambiziosa visione. Il momento fondante arrivò il 27 novembre 1957, con l'apertura del primo vero supermercato in Italia in Viale Regina Giovanna, Milano. Questo negozio inaugurale, distinto dai più piccoli negozi di self-service preesistenti, rappresentava un punto di riferimento nel commercio al dettaglio italiano. Il suo design enfatizzava ampie corsie, chiara categorizzazione dei prodotti e una vasta gamma di beni, elementi che erano rivoluzionari per l'epoca, sfidando direttamente la natura frammentata del commercio tradizionale italiano. L'offerta iniziale di prodotti fu attentamente curata per bilanciare i familiari alimenti italiani con una selezione di nuovi beni confezionati, come carni lavorate e detergenti confezionati, riflettendo sia le preferenze tradizionali dei consumatori sia la nascente tendenza verso i cibi pronti. La strategia dei prezzi competitivi era fondamentale, mirata ad attrarre clienti lontano dai venditori consolidati e a dimostrare il valore del nuovo formato in una nazione che stava vivendo una rapida crescita economica post-bellica. Questo primo negozio servì non solo come punto vendita, ma anche come un cruciale banco di prova per il modello di self-service in un mercato scettico.
Le prime operazioni si concentrarono sul perfezionamento dei layout dei negozi, sull'ottimizzazione della gestione dell'inventario e sull'educazione dei clienti al concetto di self-service, che era nuovo per molti abituati al servizio al banco. L'azienda localizzò strategicamente i suoi primi negozi in aree urbane e semi-urbane, mirando alla crescente classe media che cercava efficienza e varietà mentre gli stili di vita evolvevano. I clienti iniziali, in particolare quelli nella vivace Milano, risposero positivamente alla comodità e alla maggiore selezione, adottando gradualmente le nuove abitudini di acquisto nonostante le tradizioni radicate di acquisti quotidiani e specializzati. Il successo del negozio di Viale Regina Giovanna fornì una validazione critica per il concetto, incoraggiando l'azienda a perseguire ulteriori espansioni all'interno di Milano e successivamente in altre parti della Lombardia. Questa accettazione iniziale sottolineò una domanda latente per soluzioni di vendita al dettaglio moderne, segnalando che la struttura di mercato tradizionale era pronta per una discontinuità, specialmente mentre la logistica per i prodotti freschi e i beni confezionati diventava più sofisticata.
Il finanziamento per queste prime iniziative provenne principalmente dalla struttura di partnership iniziale che coinvolgeva IBEC, La Centrale e la famiglia Caprotti, con IBEC che forniva competenze critiche dal settore dei supermercati statunitensi più sviluppato. Questo afflusso di capitale fu essenziale per il significativo investimento iniziale richiesto per immobili, ampie attrezzature per i negozi, inventario iniziale e campagne di marketing impattanti. Sebbene il sostegno finanziario fornisse una base necessaria, l'azienda affrontò anche le sfide finanziarie intrinseche di un'impresa pionieristica, inclusa la gestione di flussi di cassa complessi, il raggiungimento rapido di economie di scala in un nuovo mercato e la navigazione nelle complessità operative di una catena di approvvigionamento nascente. Una gestione finanziaria prudente e un incessante focus sull'efficienza operativa furono cruciali per mantenere la stabilità durante questo periodo formativo, mentre Supermarkets Italiani cercava di stabilire un modello di business sostenibile piuttosto che semplicemente un concetto nuovo in un'economia in rapida industrializzazione.
Costruire il team comportò il reclutamento di personale in grado di adattarsi e promuovere il nuovo formato di vendita al dettaglio, una sfida data la mancanza di esperienza nel commercio al dettaglio moderno in Italia. Questo richiese non solo personale di negozio ma anche manager capaci di supervisionare operazioni più ampie, comprendere la logistica e implementare tecniche moderne di merchandising. Bernardo Caprotti, con il suo forte accento sulla meritocrazia e sull'eccellenza operativa, giocò un ruolo fondamentale nel plasmare la cultura nascente dell'azienda, che si discostava significativamente dalle strutture spesso informali del commercio tradizionale italiano. Questa cultura privilegiava il servizio al cliente, la qualità del prodotto attraverso controlli rigorosi e una ricerca incessante dell'efficienza. L'accento sullo sviluppo interno e sulla formazione contribuì a coltivare una forza lavoro che comprendeva e incarnava l'approccio unico, professionale e sistematico dell'azienda al commercio al dettaglio.
Man mano che l'azienda stabiliva più negozi nell'area milanese, inclusi luoghi in distretti urbani chiave, iniziò a raggiungere traguardi significativi. L'espansione rapida dimostrò la scalabilità del modello di supermercato e rafforzò l'accettazione dei consumatori attraverso diverse demografie. L'aumento del numero di negozi consentì un miglior potere d'acquisto, portando a prezzi più competitivi e a una gamma più ampia di prodotti grazie alla negoziazione di condizioni favorevoli con i fornitori. I rapporti interni indicavano una crescita costante nel traffico dei clienti e nel volume delle vendite, suggerendo guadagni iniziali nella quota di mercato rispetto ai piccoli rivenditori indipendenti. Questo periodo vide l'azienda affinare la propria comprensione del consumatore italiano, adattando il proprio mix di prodotti e le strategie promozionali ai gusti locali, mantenendo al contempo il proprio impegno fondamentale verso il formato standardizzato del supermercato, anche se si osservavano variazioni regionali.
La validazione del mercato fu progressivamente raggiunta attraverso il sostegno costante dei clienti e il crescente riconoscimento del marchio. Il distintivo logo 'S', che simboleggiava il nome del negozio, iniziò a diventare un elemento riconoscibile nel paesaggio urbano, significando un approccio moderno alla spesa quotidiana che sfruttava campagne pubblicitarie strategiche. Il successo iniziale non riguardava semplicemente l'apertura di nuovi negozi, ma la creazione di un'alternativa valida e attraente ai modelli di acquisto esistenti. Questo richiese non solo di offrire prezzi competitivi, ma anche di garantire un ambiente di acquisto piacevole, prodotti freschi attraverso logistica efficiente e un servizio affidabile. Il processo iterativo di apertura di negozi, apprendimento dai feedback dei clienti e affinamento dei processi operativi fu fondamentale per consolidare la posizione dell'azienda, aiutando a spostare gradualmente le abitudini di consumo profondamente radicate verso viaggi di acquisto consolidati e settimanali.
Alla chiusura del periodo di fondazione iniziale, Supermarkets Italiani aveva navigato con successo le complessità dell'introduzione di un nuovo modello di vendita al dettaglio in Italia. Aveva dimostrato la corrispondenza prodotto-mercato dimostrando che i consumatori italiani, data l'offerta giusta, erano disposti ad abbracciare il concetto di supermercato self-service, nonostante lo scetticismo iniziale. L'azienda aveva costruito un'infrastruttura operativa nascente, inclusi sistemi avanzati di gestione dell'inventario per l'epoca, coltivato una cultura aziendale distintiva e iniziato ad espandersi oltre il suo primo avamposto a Milano. Questo successo fondante gettò le basi per la crescita futura e preparò il terreno affinché l'azienda diventasse una forza significativa e duratura nel settore retail italiano, posizionandola per le innovazioni strategiche che avrebbero definito i suoi successivi decenni di operazione, inclusi lo sviluppo di marchi privati e ulteriori espansioni geografiche.
