Con la fondazione ufficiale di Software Development Laboratories (SDL) nel 1977, i fondatori si imbarcarono immediatamente nell'arduo compito di sviluppare il loro primo prodotto commerciale. I loro sforzi iniziali si concentrarono sulla creazione di quello che era internamente designato Oracle V1, un database relazionale di prova di concetto. Questa versione, tuttavia, non fu mai formalmente rilasciata ai clienti. Invece, il team canalizzò le proprie risorse e intuizioni da V1 nello sviluppo di Oracle V2, puntando a un sistema più robusto e completo, adatto per il dispiegamento commerciale. L'obiettivo era chiaro: fornire un database relazionale che non solo implementasse il modello teorico di Edgar F. Codd, articolato nel suo fondamentale articolo del 1970, "A Relational Model of Data for Large Shared Data Banks", ma incorporasse anche un linguaggio di query pratico e funzionale per la manipolazione e il recupero dei dati. Il modello di Codd era rivoluzionario per il suo tempo, proponendo un approccio dichiarativo alla gestione dei dati che semplificava drasticamente l'accesso ai dati rispetto ai prevalenti sistemi di database gerarchici (ad esempio, IBM IMS) e di rete (ad esempio, CODASYL, IDMS), che richiedevano una programmazione complessa e navigazionale.
Lo sviluppo di Oracle V2 fu un processo impegnativo, richiedendo un intenso focus da parte di Bob Miner ed Ed Oates, che guidarono l'implementazione tecnica. Miner, in qualità di architetto principale, fu fondamentale nel tradurre i concetti astratti di Codd in un sistema funzionante, mentre Oates gestì aspetti ingegneristici significativi e il coordinamento del progetto. Larry Ellison, pur contribuendo tecnicamente in aree come l'interfaccia utente e il marketing, si concentrò significativamente sulla direzione strategica, assicurando ulteriori affari e stabilendo la presenza sul mercato della neonata azienda. Un aspetto cruciale del design di Oracle V2 fu l'adozione di SQL (Structured Query Language), un derivato del SEQUEL (Structured English Query Language) di IBM. Questa decisione si rivelò lungimirante, poiché SQL, con la sua sintassi intuitiva simile all'inglese, sarebbe poi diventato lo standard del settore per l'interazione con i database relazionali, oscurando altri linguaggi di query precoci come QUEL. La capacità di Oracle V2 di funzionare su più sistemi operativi, inclusi popolari minicomputer come il VAX della Digital Equipment Corporation (DEC), fornì un vantaggio distintivo. Questa portabilità offrì ai clienti un'alternativa cruciale al vendor lock-in e ampliò il mercato potenziale ben oltre i sistemi proprietari prevalenti nel panorama informatico dominato dai mainframe della fine degli anni '70.
Il primo cliente per la loro tecnologia emergente fu la Central Intelligence Agency (CIA), il cui contratto "Project Oracle" aveva fornito l'impulso finanziario iniziale. Questa agenzia governativa utilizzò un'iterazione precoce del database per specifiche esigenze di gestione dei dati relative alle informazioni di intelligence, offrendo feedback critici su prestazioni, sicurezza e validazione operativa. Questo contratto iniziale non fu solo un finanziamento, ma servì come un cruciale campo di prova, permettendo a SDL di perfezionare il proprio prodotto in condizioni reali impegnative. Successivamente, SDL iniziò ad attrarre i suoi primi clienti commerciali. L'azienda si rivolse a imprese frustrate dalla rigidità e dalle limitazioni operative dei database gerarchici e di rete esistenti, che spesso comportavano un notevole sforzo di programmazione anche per semplici query sui dati e faticavano con i report ad-hoc. Queste organizzazioni cercavano attivamente un accesso ai dati più flessibile, una migliore integrità dei dati e tempi di sviluppo delle applicazioni ridotti. Le prime vendite furono spesso effettuate attraverso un coinvolgimento diretto, con i fondatori stessi che dimostravano le capacità del prodotto agli utenti potenziali, sottolineando la sua aderenza al modello relazionale, la sua interfaccia SQL e la sua capacità di gestire query complesse in modo più efficiente rispetto ai sistemi concorrenti.
Il finanziamento per queste prime operazioni provenne principalmente dal contratto iniziale con la CIA e dalle vendite ai clienti successive, una strategia che permise all'azienda di rimanere per lo più autofinanziata durante i suoi anni formativi. Questo approccio di bootstrap richiese una gestione attenta delle risorse e una struttura operativa snella, data la relativamente limitata accessibilità al capitale di rischio per le startup software alla fine degli anni '70. Gli investitori iniziali furono limitati, riflettendo il forte desiderio dei fondatori di mantenere il controllo e coltivare la visione tecnologica centrale dell'azienda senza pressioni esterne che potessero diluire il loro focus sullo sviluppo del prodotto. Questa autosufficienza, sebbene impegnativa, favorì una cultura di estrema efficienza e un focus laser sulla consegna di un prodotto commerciabile. Le sfide finanziarie furono una costante compagna, richiedendo un'attenzione acuta alla generazione di entrate, un'efficienza dei costi rigorosa e garantendo che lo sviluppo del prodotto si traducesse direttamente in valore per il cliente.
Il team iniziale era ridotto, caratterizzato da una cultura altamente tecnica e orientata ai risultati. Miner e Oates, in qualità di ingegneri principali, stabilirono il tono per l'eccellenza ingegneristica, enfatizzando un codice robusto e una risoluzione innovativa dei problemi. Larry Ellison, sfruttando la sua esperienza precedente in Ampex e Amdahl, coltivò un'etica commerciale ambiziosa e competitiva, spingendo per il riconoscimento sul mercato e vendite aggressive. Questa combinazione di rigore tecnico, ambizione commerciale e disponibilità a sfidare gli incumbents consolidati sarebbe diventata un marchio distintivo dell'azienda. Le assunzioni si concentrarono su individui che possedevano forti competenze di programmazione, una profonda comprensione dei concetti di database e un impegno verso il nuovo paradigma dei database relazionali. Documenti interni e resoconti di dipendenti iniziali indicano un ambiente impegnativo ma intellettualmente stimolante, dove le sfide tecniche, in particolare quelle associate alla costruzione di un sistema complesso per ambienti hardware diversi, furono affrontate con soluzioni innovative e lunghe ore di lavoro.
Un traguardo significativo si verificò nel 1979 con il rilascio commerciale di Oracle V2. Questo prodotto era notevole per essere il primo sistema di gestione di database relazionali (RDBMS) commercialmente disponibile a implementare SQL, battendo effettivamente l'offerta commerciale di IBM, DB2, sul mercato di diversi anni. Sebbene IBM avesse pionierato gran parte della ricerca fondamentale nei database relazionali con System R negli anni '70, la loro burocrazia interna e i flussi di entrate esistenti dai mainframe portarono a un percorso di commercializzazione più lento. La disponibilità di Oracle V2 segnò un punto cruciale di validazione del mercato, dimostrando che una piccola startup poteva fornire tecnologia di database sofisticata che rivaleggiava, e in alcuni aspetti superava in termini di disponibilità commerciale, le offerte di attori molto più grandi e consolidati. La sua portabilità consentì di essere distribuito in ambienti informatici diversi—da minicomputer a microcomputer—ampliando significativamente il suo appeal in un momento in cui le aziende cercavano soluzioni informatiche più economiche e flessibili oltre i costosi mainframe. I primi dati sulle entrate, sebbene modesti rispetto agli standard successivi, fornirono una prova critica di concetto e alimentarono la crescita iniziale.
Man mano che l'azienda guadagnava slancio, il suo nome si evolse per riflettere meglio la sua missione centrale e il prodotto. Nel 1979, in concomitanza con il rilascio commerciale di Oracle V2, Software Development Laboratories (SDL) fu rinominata Relational Software Inc. (RSI). Questo cambiamento fu una chiara dichiarazione del suo focus tecnologico primario e servì a articolare la sua posizione di mercato come specialista nel campo in espansione della tecnologia dei database relazionali, differenziandosi dalle aziende di sviluppo software generico. Poi, nel 1982, in una mossa strategica per allineare l'identità aziendale con il suo prodotto di punta, che stava rapidamente guadagnando riconoscimento, Relational Software Inc. fu ribattezzata Oracle Systems Corporation. Questo ultimo rinominamento non solo consolidò il marchio, ma coincise anche con l'azienda che raggiungeva un iniziale fit prodotto-mercato, stabilendo un modello di business viabile caratterizzato da entrate ricorrenti da licenze software e preparando il terreno per un'espansione aggressiva nel fiorente mercato del software per imprese, poiché la gestione dei dati divenne sempre più critica per le aziende di tutti i settori.
