A seguito dell'emanazione del Commonwealth Bank Act alla fine del 1911, il compito pratico di stabilire l'istituzione iniziò con serietà. Un primo passo cruciale fu la nomina del suo primo Governatore, Sir Denison Miller. Miller, una figura altamente rispettata e con esperienza, aveva precedentemente ricoperto la posizione di Direttore Generale della Bank of New South Wales, una delle principali banche commerciali private dell'Australia. La sua nomina fu strategica, intesa a colmare il divario tra il mandato pubblico della banca e le realtà commerciali dell'industria finanziaria. Miller portò un inestimabile acume del settore privato in un'impresa pubblica, un fattore critico per orientarsi nel complesso processo di costruzione di una nuova infrastruttura bancaria da zero. Operando inizialmente da uffici temporanei a Melbourne con un team ridotto, la sua esperienza fu fondamentale per reclutare il personale iniziale, stabilire procedure operative solide e progettare sistemi che garantissero alla banca di operare efficacemente mentre soddisfaceva i suoi obiettivi supportati dal governo. La capitalizzazione iniziale per la banca fu modesta, con una sovvenzione governativa di £10.000, ma un significativo asset fondamentale fu il trasferimento strategico dei depositi della Post Office Savings Bank dal controllo statale, che fornì una base di depositi immediata e sostanziale superiore a £2,3 milioni.
Il 15 luglio 1912, il Commonwealth Bank of Australia aprì ufficialmente le sue porte per affari a Melbourne al 379 di Collins Street, con filiali in altre capitali statali, tra cui Sydney, che seguirono rapidamente. Inizialmente, la banca si concentrò principalmente sulla sua funzione di cassa di risparmio, una decisione strategica progettata per attrarre direttamente il pubblico generale e accumulare una base di depositi stabile. Questo approccio permise alla banca di costruire rapidamente fiducia e dimostrare la sua affidabilità, enfatizzando la sua esplicita garanzia del governo federale come un differenziatore chiave in un mercato competitivo che includeva banche di risparmio statali e i dipartimenti di risparmio di istituzioni commerciali private. L'accessibilità dei suoi conti di risparmio, spesso con depositi minimi più bassi e tassi di interesse competitivi (tipicamente 3% su depositi fino a £300), fu specificamente progettata per attrarre gli australiani comuni, inclusi i lavoratori salariati, le comunità rurali e i nuovi immigrati, che potrebbero essere stati trascurati dalle istituzioni private esistenti. Questo focus sull'aspetto della "banca del popolo" fu centrale nella sua strategia di pubbliche relazioni iniziali.
Le prime operazioni si concentrarono sull'istituzione di una presenza nazionale robusta attraverso la vasta geografia dell'Australia. La banca espanse rapidamente la sua rete, in particolare attraverso la creazione di una partnership cruciale con Australia Post. Questo accordo permise al Commonwealth Bank di operare agenzie all'interno degli uffici postali in tutto il paese. Questa partnership fu un abilitante critico, fornendo al Commonwealth Bank una portata senza pari, in particolare nelle comunità regionali e remote dove le banche private spesso avevano una presenza fisica limitata o trovavano poco conveniente stabilire filiali complete. Entro il 1913, la banca aveva circa 600 agenzie, un numero che crebbe rapidamente a oltre 2.000 entro il 1914. Questa vasta rete fu vitale per adempiere al mandato della banca di servire l'intera nazione e facilitare lo sviluppo economico in aree che tradizionalmente mancavano di accesso ai servizi finanziari formali. Sfruttando l'infrastruttura governativa esistente, la banca fu in grado di scalare rapidamente e in modo efficiente le sue operazioni, raggiungendo una vasta base di clienti in un periodo relativamente breve, nonostante le sfide logistiche dei sistemi di registrazione manuale e dei canali di comunicazione dispersivi.
L'inizio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 plasmò profondamente la traiettoria iniziale del Commonwealth Bank e accelerò significativamente il suo sviluppo. La banca assunse rapidamente un ruolo centrale nel finanziamento della guerra, agendo come l'agente principale del governo del Commonwealth per raccogliere fondi attraverso prestiti di guerra e gestire le finanze belliche del paese. Questa responsabilità si estese all'emissione di Australian Treasury Notes, che funzionavano effettivamente come la valuta nazionale e fornivano un meccanismo per controllare l'offerta di moneta. Tra il 1915 e il 1919, il Commonwealth Bank gestì l'emissione di nove importanti prestiti di guerra, raccogliendo con successo oltre £250 milioni dal pubblico, una somma monumentale per l'Australia dell'epoca. Questa funzione, inizialmente imprevista nella sua capacità commerciale, dimostrò la capacità della banca di fungere da banca centrale de facto, fornendo una stabilità finanziaria critica e una gestione fiscale durante un periodo di spese nazionali senza precedenti e incertezze economiche. Il suo coinvolgimento nel finanziamento della guerra consolidò la sua posizione come istituzione nazionale vitale, distinguendo significativamente il suo ruolo da quello delle banche commerciali private.
In concomitanza con i suoi contributi bellici, il Commonwealth Bank espanse gradualmente le sue attività bancarie commerciali. Questa espansione fu critica per diversificare le sue fonti di reddito e competere più direttamente con le banche commerciali private consolidate, spesso chiamate le "Big Four" (Bank of New South Wales, Commercial Banking Company of Sydney, National Bank of Australasia e Union Bank of Australia). La banca iniziò a offrire una gamma più ampia di servizi, inclusi conti correnti, linee di credito per le imprese, finanziamenti commerciali e servizi di cambio valuta. Questo passo fu essenziale per attrarre clienti aziendali e grandi imprese, trasformandola da mera istituzione di risparmio in una banca commerciale completa. Le esigenze belliche stimolarono ulteriormente questa espansione, poiché i contratti governativi e le industrie a supporto dello sforzo bellico richiedevano servizi bancari commerciali sofisticati. L'espansione nel settore bancario commerciale segnò un'evoluzione significativa, segnalando la sua intenzione di diventare un fornitore finanziario a servizio completo piuttosto che solo un deposito pubblico di risparmio.
Durante i suoi anni fondativi, la banca iniziò anche a costruire una cultura aziendale distintiva, caratterizzata dal suo ethos di servizio pubblico e dalla missione nazionale. I dipendenti, che superavano il numero di 1.000 entro il 1920, molti dei quali reclutati da altri dipartimenti governativi o dal settore privato, furono instillati con un forte senso di responsabilità nei confronti del pubblico australiano. L'impegno della banca per l'accessibilità, la stabilità e la sua unica garanzia governativa contribuì a favorire una percezione diffusa di essa come un'istituzione affidabile e degna di fiducia, guadagnandosi il soprannome di "banca del popolo". I primi sforzi pubblicitari evidenziarono costantemente la sua sicurezza e la portata nazionale, rafforzando questa immagine. Questo periodo fondativo vide la banca stabilire non solo la sua presenza fisica attraverso il continente, ma anche la sua reputazione come parte integrante del tessuto economico dell'Australia, una reputazione che avrebbe servito come base solida per la futura crescita e influenza.
Entro la fine del suo primo decennio, il Commonwealth Bank aveva raggiunto traguardi significativi. Aveva lanciato con successo le sue operazioni, stabilito una rete nazionale di filiali e agenzie postali, e accumulato una base di depositi sostanziale, superando i £100 milioni entro il 1920. Aveva anche dimostrato la sua importanza critica durante una crisi nazionale, la Prima Guerra Mondiale. Il suo iniziale adattamento al mercato dei prodotti fu chiaramente convalidato attraverso la sua adozione diffusa, in particolare nel settore dei risparmi, e le sue crescenti attività commerciali, che furono ulteriormente formalizzate da emendamenti al Commonwealth Bank Act nel 1920 che ampliarono i suoi poteri di banca centrale. La banca era passata da un concetto legislativo a un'entità operativa tangibile, saldamente inserita nel sistema finanziario australiano a una velocità senza precedenti rispetto ai suoi omologhi del settore privato. Questa solida base, stabilita durante un periodo di tumulto nazionale e globale, posizionò il Commonwealth Bank come un attore di mercato significativo, pronto a espandere ulteriormente la sua influenza e le sue capacità nei decenni successivi, preparando il terreno per la sua emergenza come potente istituzione nazionale.
